DAWLA


Giovedì 15 novembre 2018
Alle ore 20.45

Presso l’Auditorium della Scuola Primaria di Ponte di Piave

“Dawla” in arabo significa Stato ed è uno dei modi in cui gli affiliati dello Stato Islamico chiamano la propria organizzazione. 
Gabriele Del Grande è andato a incontrarli in un avventuroso viaggio partito dal Kurdistan iracheno e terminato con il suo arresto in Turchia. Un racconto che parte nel 2005 nei sotterranei del carcere di massima sicurezza di Saydnaya, in Siria, e che passa per la rivoluzione fallita del 2011, la guerra per procura contro al-Asad, il ritorno del Califfato e gli attentati che hanno sconvolto l’Europa. 
Questo libro ci racconta storie forti, piene di colpi di scena, avventure, sentimenti, rabbia, amore, vita, morte, punti di vista opposti sulla guerra e sul mondo.

“Non per giustificare, non per umanizzare. Ma unicamente per raccontare e, attraverso una storia, cercare una risposta, ammesso che ve ne sia una, a quell’antica domanda sulla banalità del male che da sempre riecheggia nelle nostre teste dopo ogni guerra”.

 

GABRIELE DEL GRANDE


Credits: Claudio Sforza

Nato a Lucca, si trasferisce in seguito a Bologna dove consegue una laurea in Studi Orientali. Nel 2006 fonda l’osservatorio Fortress Europe e mette online il blog ad esso correlato, che elenca tutti i singoli eventi di morti o naufragi censiti dai mezzi di informazione in Europa e nel Maghreb a partire dal 1988. Quella di Del Grande è la principale attività di monitoraggio del fenomeno realizzata su scala europea.
Come giornalista, anche se non iscritto all’albo, ha collaborato con L’Unità, Redattore Sociale e Peace Reporter. Ha pubblicato con Infinito edizioni i libri “Mamadou va a morire” (2007), “Il mare di mezzo” (2010) e “Roma senza fissa dimora” (2009). Nel 2013 ha realizzato un reportage sulla guerra civile siriana, pubblicato da Internazionale
Nel 2014, insieme ad Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry, ha realizzato il documentario Io sto con la sposa che racconta la vera storia di cinque profughi palestinesi e siriani, sbarcati a Lampedusa, che per arrivare in Svezia mettono in scena un finto matrimonio coinvolgendo un’amica palestinese e una decina di amici che si fingeranno invitati. Così mascherati attraversano in corteo mezza Europa, tra il 14 e il 18 novembre 2013, sino ad arrivare a Stoccolma.

 

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